{"id":1820,"date":"2020-11-28T18:58:38","date_gmt":"2020-11-28T17:58:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lamamaumbria.org\/?page_id=1820"},"modified":"2020-11-28T18:58:38","modified_gmt":"2020-11-28T17:58:38","slug":"oleanna","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.lamamaumbria.org\/?page_id=1820","title":{"rendered":"OLEANNA"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: left;\"><strong>OLEANNA<\/strong> di David Mam<a href=\"http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1822 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1-250x300.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1-250x300.jpg 250w, http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1-853x1024.jpg 853w, http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1-768x922.jpg 768w, http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1-125x150.jpg 125w, http:\/\/www.lamamaumbria.org\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/teatro.it-OLEANNA-cover-1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>et<\/h1>\n<p>Residenza teatrale dal 25 maggio al 09 giugno 2019 a La MaMa Umbria Internatioanl<\/p>\n<p>L\u2019idea per una nuova messa in scena italiana di Oleanna nasce dall\u2019incontro di Elisa Menchicchi, attrice romana, con Emiliano Bronzino. Il regista piemontese ha avviato da anni una serie di incontri di indagine sull\u2019opera e la parola di David Mamet: insieme condividono la volont\u00e0 di proporre una visione profondamente ambigua e appassionante del testo. Nel 1992 David Mamet, durante il caso di Anita Hill che accus\u00f2 il giudice Clarence Thomas di molestie, scrive per il teatro \u201cOleanna\u201d, che porter\u00e0 lui stesso sul grande schermo due anni dopo nel 1994. John, \u00e8 un brillante professore universitario che riceve nel suo studio Carol, una studentessa scontenta,<\/p>\n<p>convinta della propria stupidit\u00e0. L\u2019insegnante cerca di essere comprensivo, di aiutarla; preso da problemi personali (l\u2019acquisto di una nuova casa) finisce col fare qualche affermazione potenzialmente ambigua. Una conversazione \u201cnormale\u201d si trasforma in una vera e propria accusa: maschilismo, razzismo, molestie sessuali. Il professore, impotente, assiste al ribaltamento del proprio status, allo stravolgimento delle proprie certezze, di quelle sicurezze su cui ha costruito la propria vita: gli affetti, una certa agiatezza, il lavoro (\u00e8 infatti in attesa dell\u2019assegnazione della cattedra per cui ha lavorato duramente nel corso degli anni). Una scena sempre uguale per tutti e tre gli atti. Un\u2019;allieva e un professore all\u2019interno di un sistema dell\u2019istruzione (in inglese \u201cEDUCATION\u201d) che promuove, blocca, premia, fa indietreggiare, spinge, giudica, istruisce, zittisce, etichetta. Un testo che inchioda. dove le due parti si scambiano e si invertono. Dove i due scendono e salgono nelle loro posizioni pi\u00f9 o meno consapevolmente. Grazie a un uso magistrale della parola, della bugia o del semplice vissuto personale Mamet taglia in due un\u2019analisi della dinamica del potere, del controllo. Pi\u00f9 in generale sviscera il concetto di verit\u00e0, di vicende presunte accadute un\u2019aula scolastica bloccandoci all\u2019interno di un ring di pugilato dove le due voci sono in un apparente perfetto equilibrio. Monosillabi di lei, affondi di lui, tirate di lei, sospensioni di lui. Un avvicendarsi alternato di sali scendi alla ricerca di una risoluzione. Attraverso un \u201cbanale\u201d episodio che tocca due generazioni, due ruoli, i due sessi. Pi\u00f9 attuale che mai oggi questo testo, durante nuovi \u201ccasi\u201d di \u201csexual harrassment\u201d, di violenza, di mobbing che fanno il giro del mondo in tutte le sfere della societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Compagine artistica: <strong>Francesco \u201cBolo\u201d Rossini<\/strong>, <strong>Elisa Menchicchi<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Emiliano Bronzino<\/strong><br \/>\nAssistente alla regia <strong>Samuele Chiovoloni<\/strong><\/p>\n<p>Emiliano Bronzino Torino classe 1974 direttore artistico del Festival Asti Teatro e regista teatrale riconosciuto a livello nazionale e internazionale, si \u00e8 formato alla Scuola dello Stabile di Torino dove si diploma nel 1995 con lo spettacolo Qualcosa di vero dev\u2019esserci per la regia di Luca Ronconi. Collabora come regista assistente con Ronconi, in circa trenta produzioni, e si forma lavorando con molti altri registi, tra cui Robert Carsen, Myriam Tanant, Guido Ceronetti, Massimo de Francovich, Juli Leal, Glauco Mauri. DopoTorino inizia a lavorare con il Teatro di Roma, dove tra gli altri partecipa agli spettacoli Verso Peer Gynt e I fratelli Karamazov, Diario Privato, Le Cugine. Successivamente inizia una collaborazione con lo Stabile dell\u2019Umbria, dove lavora in Diario di una cameriera, Che farai fra\u2019 Jacopone. Infine nel 2002 inizia un percorso con il Piccolo Teatro di Milano che continua ancora adesso, dove oltre ad essere regista assistente in molte produzioni di Ronconi, firma lui stesso diverse regie diventando uno dei registi giovani di riferimento per le produzioni del Piccolo, alcuni dei suoi spettacoli che nascono da questa collaborazione sono: Alice nel paese delle meraviglie, Sei Personaggi in cerca d\u2019Autore, Diario di Famiglia, Alice 2.0 e nel 2015 Bella e Fiera. Dal 2002 collabora con l\u2019INDA dove partecipa a diverse produzioni, Baccanti, Prometeo Incatenato, Le Rane, Edipo a Colono, Aiace, Edipo Re, e nel 2010 firma una Lisistrata nella stagione del teatro Greco di Siracusa. Dal 2011 porta avanti un percorso artistico con la Fondazione TPE Stabile di Innovazione a Torino, dove assieme al direttore Beppe Navello ha formato una compagnia che lavora in maniera continuativa, e ha firmato tra gli altri spettacoli come Zio Vanja, e Woyzeck, Tre Sorelle tutti riconosciuti da critica e pubblico. Nel 2016 partecipa al progetto I tre moschettieri di cui firma la regia dell\u2019ultima puntata. Contemporaneamente si dedica all\u2019insegnamento e alla formazione degli attori, tenendo stage e corsi di recitazione e interpretazione, collaborando tra gli altri con l\u2019Accademia dell\u2019INDA, la Scuola del Piccolo Teatro di Milano. All\u2019estero ha tenuto stage presso la Shanghai Theater Academy in Cina, la ENSAT de Lion, l\u2019Istitut del Teatre de Barcelona, ESAD de Valencia, la Escuela del Actor Valencia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OLEANNA di David Mamet Residenza teatrale dal 25 maggio al 09 giugno 2019 a La MaMa Umbria Internatioanl L\u2019idea per una nuova messa in scena italiana di Oleanna nasce dall\u2019incontro di Elisa Menchicchi, attrice romana, con Emiliano Bronzino. 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